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Metronomo
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Il mwcqmetronomo, dal mwcggreco μέτρον (mwcwmétron, "misura") e νέμω (mwdanémo, "amministro", "guido"), è uno strumento usato in ambito mwdqmusicale per misurare il mwdgtempo ed esplicitare quindi la scansione mwdwritmica.
I numeri del metronomo sono siglati mweqMM, cioè mwegMetronomo Mälzel, o anche mwewBPM, mwfaBeats Per Minute (mwfqBattiti Per Minuto). Serve come strumento di misurazione della velocità del mwfgtempo musicale, sia soprattutto come sussidio allo studio di un brano musicale, consentendo al musicista di essere supportato da un battito costante, che lo aiuta ad evitare di accelerare o rallentare.
I numeri di metronomo comunemente utilizzabili vanno da 40 a 208 secondo una scala consuetudinaria che comprende solo alcuni particolari valori, permettendo una differenziazione ritmica tra i gradi della scala sufficientemente apprezzabile. Solo alcuni metronomi elettronici o software permettono l'utilizzazione di qualsiasi valore numerico.

Contents

Note

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L'etimologia

La parola compare per la prima volta nel 1815 e viene creata da mwgwJohann Nepomuk Mälzel mediante l'unione di due parole greche: mwhametron = misura + mwhqnomos = regola.cite-ref-1[1]

La storia del metronomo

La possibilità di indicare la velocità di esecuzione di un brano riferendosi a dei parametri sufficientemente precisi e replicabili è sempre stata una necessità vitale per il musicista dall'avvento della musica mensurale. Nel XV e XVI secolo (ma la pratica è in uso fino al settecento inoltrato) era utilizzato il mwkamwkqtactus, basato principalmente sull'auscultazione del battito del polso, e da questa pulsazione di base partiva un sistema di mwkgproporzioni su cui si basavano tutti i tempi dell'esecuzione musicale. Tuttavia il tempo del battito cardiaco non è affatto standard e tale sistema di misurazione era estremamente approssimativo.

Fu mwlaGalileo Galilei che, nel 1583, osservando una lampada del mwlqDuomo di Pisa scoprì l'isocronismo del pendolo e aprì così la strada alla possibilità di misurare e riprodurre la velocità di una pulsazione ritmica. Tra le prime testimonianze disponibili, pare che Christoph Bernhard (1628 - 1692), allievo e cantore di mwlwHeinrich Schütz, abbia usato l'oscillazione di un pendolo per determinare la velocità di esecuzione di un brano (episodio desunto da mwmaJohann Mattheson, mwmqDer volkommene capellmeister, 1739).

Il primo utilizzo, sia pure solo sotto il profilo teorico, del pendolo avviene con Thomas Mace (mwnaMusick's Monument, mwnqLondra 1676). Un ulteriore perfezionamento anche sul piano pratico fu condotto nel 1696 da mwngÉtienne Loulié (mwnwElémens ou principes de musique, mis dans un nouvel ordre), che mise a punto il primo metronomo graduato, chiamato mwoamwoqCronometro di Loulié, costituito da un peso fissato a un filo che non produceva battiti udibili ma andava osservato. Questo modello fu, a sua volta, rielaborato nella sua forma definitiva a doppio pendolo dall'orologiaio di Amsterdam mwogDietrich Nikolaus Winkel (1777 – 1826), che va considerato il vero inventore del metronomo moderno.

mwpaJohann Nepomuk Mälzel nel 1816 brevettò lo strumento, modificandolo per ottenere un battito anche sonoro e non solo visivo. Winkel gli fece causa e la vinse, tuttavia Mälzel continuò a godere sia della fama che dei benefici economici dell'invenzione non sua, tanto che mwpqBeethoven dedicò a Mälzel, come inventore del metronomo, il mwpgCanone a quattro voci "Ta ta ta ta" (WoO 162 - edito in Beethoven Werke S. 23, n. 256, 2), presente anche nel tema del 2º movimento mwpw(Allegretto scherzando) dell'mwqaottava Sinfonia del 1812.cite-ref-2[2]

Il metronomo e la pratica musicale

mwrwLudwig van Beethoven fu tra i primi compositori a valersi del metronomo. Le sue indicazioni sono, tuttavia, molto controverse, e lui stesso apportò numerosi e drastici cambiamenti alle proprie stesse prescrizioni; forse tali controversie potrebbero spiegarsi con il fatto che i primi metronomi avevano l'asticella graduata molto distante dalla placca dove erano scritti i numeri, pertanto, se il numero veniva letto stando seduto al pianoforte o veniva letto stando in piedi, il valore corrispondente poteva essere estremamente diverso.

Da Beethoven in poi, il numero di metronomo diventa un elemento sempre più usato nella scrittura musicale, fino al caso estremo di molte composizioni del Novecento in cui vengono a scomparire le tradizionali indicazioni di tempo (Adagio, Allegro, ecc...) per sostituirle con i laconici ma precisi numeri (es. mwuamwuq =mwug 72). Perfino la musica del passato, precedente all'invenzione dell'apparecchio, viene metronomizzata dai revisori per motivi pratici e didattici.

L'uso del metronomo diventa molto utile anche nella didattica dello strumento; un passaggio veloce viene studiato a partire da un tempo più lento e, in seguito si aumenta di una tacca per volta fino ad arrivare al tempo di esecuzione; soprattutto nella musica romantica, per tradizione eseguita con frequenti cambiamenti arbitrari di tempo (rallentandi, rubati, ecc...) studiare un passaggio rigorosamente a tempo per garantirne la correttezza ritmica interna diviene un elemento importante dello studio.

Le critiche

L'uso del metronomo nella pratica compositiva e nella didattica musicale è sempre stato oggetto di numerose critiche, le cui motivazioni sono molto diverse e personali, difficili da sintetizzare in tipologie condivise. Tra i compositori più noti a criticare l'uso del metronomo ricordiamo mwwgFelix Mendelssohn, mwwwRichard Wagner, mwxaGiuseppe Verdi e mwxqJohannes Brahms, i quali, tuttavia, non disdegnarono di corredare le loro composizioni di indicazioni metronomiche.

Nell'interpretazione della musica, poi, se da un lato il numero di metronomo permette di sapere esattamente a quale velocità il compositore ha pensato un brano, quindi di eseguire tale brano nella maniera più fedele possibile, dall'altra parte tende a livellare le differenze mwxwagogiche e ad inibire la libertà creativa dell'interprete. Per altro, va considerato che la velocità di esecuzione di un pezzo va rapportata a troppe situazioni (per esempio, in una sala con grande riverbero occorre suonare a tempi più lenti per evitare l'eccessiva sovrapposizione dei suoni) che non possono essere riassunte e standardizzate con un numero preciso e immutabile.

Nello studio strumentale numerosi insegnanti criticano l'uso del metronomo perché porta facilmente ad uno studio meccanicistico, ripetitivo, poco basato sull'auto-ascolto e poco creativo. Visto che molta musica, oltretutto, richiede un'articolazione della scansione ritmica basata su schemi non isocroni (es. il mwyqgroove, lo mwygswing jazzistico, il mwywrubato romantico, il valzer viennese con il 2 anticipato, ecc.), molti didatti e concertisti trovano lo studio a metronomo controproducente e dannoso.

Uso del metronomo come strumento musicale

Il metronomo è nato come uno strumento di misura della pulsazione ritmica, e tale è sempre rimasto il suo uso principale. Il caratteristico ticchettio che produce, tuttavia, ha portato ad impiegarlo più volte anche come strumento musicale. L'uso più famoso è quello di mwzwGyörgy Ligeti che nel mwaa1962 compose mwaqPoème Symphonique for 100 metronomes. Tuttavia ci sono stati altri usi celebri del metronomo per creare un ticchettio leggero e continuo, senza l'uso di strumenti a percussione, come per esempio in "Distractions" (mwagFlowers in the Dirt) di mwawPaul McCartney (mwba1989), dove McCartney, seguendo il ritmo regolare del metronomo, eseguiva una traccia ritmica percuotendo varie parti del suo corpo, oppure nel tema di mwbqAddio a Cheyenne, dalla colonna sonora di mwbgmwbwC'era una volta il West di mwcaEnnio Morricone, dove il ticchettio è deliberatamente rallentato e distorto per ottenere l'effetto drammatico desiderato.

Funzionamento

Il metronomo meccanico si basa sulla terza legge dell'mwcwoscillazione pendolare: dalla caratteristica forma piramidale, è costituito da una sorta di mwdapendolo capovolto, con un'asta graduata fra le frequenze 40 e 208 al mwdqminuto primo ed un peso, detto mwdglente, che si può spostare lungo quest'asta selezionando le pulsazioni per minuto, chiamate, nella comune pratica musicale, mwdwnumeri di metronomo.cite-ref-3[3]

Tipi di metronomo

Oltre al tradizionale metronomo meccanico di cui sopra, l'avvento dell'elettronica e dell'informatica ha portato a innumerevoli tipi diversi di metronomo.

Esistono quindi metronomi elettronici, metronomi software e siti mwgwweb che offrono le funzioni di un metronomo (vedi la sezione mwhaCollegamenti esterni). I metronomi software si trovano sia come programmi a sé, sia come funzioni di utilità all'interno di altri programmi musicali, particolarmente programmi di mwhqsequencer o di mwhghard disk recording.

Anche i metronomi elettronici sono spesso integrati in altre apparecchiature, per esempio negli orologi, negli accordatori elettronici e nelle varie tipologie di mwiastrumenti musicali digitali.

Tabella approssimativa delle indicazioni di tempo

Si sottolinea che questa tabella ha un valore totalmente convenzionale ed approssimativo e che le varie indicazioni di tempo vanno comunque interpretate con enormi differenze nel loro contesto culturale, storico, interpretativo e ambientale. Si rammenta anche che si possono comunemente trovare numerose tabelle differenti da questa (i valori del metronomo nell'illustrazione ne sono un esempio).

| Indicazione | Numeri di metronomo |
|---|---|
| Grave (▶) | 40–44 |
| Largo (▶) / Larghetto (▶) | 44–50 |
| Lento (▶) / Adagio (▶) | 50–60 |
| Andante (▶) / Andantino (▶) | 60–80 |
| Moderato (▶) | 80–100 |
| Allegretto (▶) / Allegro (▶) | 100–126 |
| Vivace (▶) | 126–144 |
| Presto (▶) / Prestissimo (▶) | 144–208 |

Note

cite-note-11. mwyqmwygmwywEtimologia del termine metronomo, su mwzaetimo.it.
cite-note-22. Giovanni Guanti, mw0aInvito all'ascolto di Beethoven, Milano, Mursia, 1995, pag.266
cite-note-33. mw1amw1qmw1gMetronomo di Maelzel, su mw1wfondazionegalileogalilei.it.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikizionario
• Wikimedia Commons

• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «metronomo»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su metronomo

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) metronome, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mw6gMetronomo online in italiano, su metronomo.keenweb.io. URL consultato il 29 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2019).
• mw7aMetronomo virtuale gratuito in inglese, su metronomeonline.com.
• mw7gMetronomo virtuale, su onlinemetronome.app (archiviato dall'url originale il 27 agosto 2023).